Il 27 giugno 2019 si è riunita a Roma l’Assemblea dei territori Uilm. 
Gli oltre 300 delegati, provenienti da ogni parte d’Italia, hanno effettuato un’analisi sulla situazione economica e sociale del lavoro, dell’industria metalmeccanica e dell’istallazione di impianti, di Confimi e artigiani meccanici. 
Al centro del dibattito il rinnovo contrattuale del CCNL dei metalmeccanici in fase di scadenza.
L’Assemblea dei delegati ha espresso forti preoccupazioni per quanto riguarda la situazione economica e finanziaria del nostro Paese. L’instabilità politica, con possibilità di elezioni anticipate, il rischio di una procedura di infrazione per eccessivo debito e la clausola di salvaguardia per l’aumento dell’Iva minacciano di farci sprofondare. 
Gli interventi fin qui realizzati per far ripartire la nostra economia sono stati insufficienti e inadeguati: il Decreto Dignità, Quota 100, il Reddito di cittadinanza non sono stati sufficienti a diminuire le disuguaglianze; a ripristinare un livello accettabile di tutele a partire dalla sicurezza sociale, all’istruzione, alla sanità, alla famiglia; e a ridurre le differenze territoriali e di genere che si sono amplificate in Italia. 
Inoltre serve una legge sul salario minimo solo per quei lavoratori esclusi e in attesa di essere coperti da contratti nazionali; per tutti gli altri, invece, basterebbe obbligare le aziende ad applicare i contratti di lavoro sottoscritti da Cgil Cisl e Uil. Le 9 euro lorde sono un valido riferimento per quei lavoratori non coperti da contrattazione, per gli altri però possono costituire una grossa insidia, perché rappresenterebbero un consistente risparmio per le aziende e quindi un’uscita legalizzata dai contratti nazionali. 
Bisogna far ripartire gli investimenti pubblici e privati, a iniziare dalla messa in sicurezza dei territori. Bisogna ridurre il peso fiscale e realizzare una vera lotta all’evasione. Il settore metalmeccanico e manifatturiero negli ultimi anni ha pagato il peso maggiore della crisi: si sono persi oltre 300mila posti di lavoro. Ci sono 150 tavoli di crisi aperti al ministero dello Sviluppo economico. Circa il 50% dei lavoratori coinvolti rischiano di perdere il posto di lavoro perché provenienti da aziende che delocalizzano o in procinto di chiudere. 

In questi giorni sono riemerse con drammaticità alcune situazioni aziendali che sembravano essere risolte. La crisi dell’ex Ilva, di Whirlpool, di Alcoa, di Aferpi, di Blutec, di Industria Italiana Autobus sono gli esempi più eclatanti di una assenza di politica industriale da parte dei governi che si sono avvicendati. Le manifestazioni messe in campo negli ultimi mesi da Cgil Cisl e Uil, le iniziative delle singole categorie e il nostro sciopero generale del 14 giugno scorso sono il frutto di una situazione ormai non più tollerabile. La partecipazione alle tre manifestazioni di Milano, Firenze e Napoli è stata molto alta e gli scioperi nelle singole aziende hanno avuto una massiccia adesione, come non avveniva da molto tempo. Questo per via della drammaticità in cui versa il sistema Paese. Inoltre, dopo un approfondito dibattito, i delegati hanno discusso e approvato all’unanimità le proposte da sottoporre a Fim e Fiom per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici. 

I punti della proposta contrattuale per il CCNL Federmeccanica-Assistal sono i seguenti: 
a) una richiesta di aumenti economici da erogare nel periodo 2020-2022 pari mediamente all’8% degli attuali minimi contrattuali; 
b) riconfermare l’esperienza dei flexible benefits nella forma e nella quantità erogate nel 2019 (200 euro); 
c) su mètaSalute confermiamo le attuali quantità economiche a carico dell’azienda e le prestazioni erogate ai lavoratori nel corso di questa vigenza contrattuale; 
d) su Cometa sollecitiamo l’impegno delle imprese nel promuovere in modo adeguato e più capillare il Fondo di previdenza complementare con l’obiettivo di allargare la platea degli aderenti alla luce dell’ulteriore elemento positivo del 2% a carico dell’azienda ottenuto con il vigente contratto; 
e) sugli inquadramenti professionali: riteniamo indispensabile perseguire l’obiettivo di una reale riforma, individuando terreni di applicazione innovativi, ivi comprese sperimentazioni in settori merceologici o specifiche aziende; 
f) sulla formazione: consideriamo lo strumento prioritario per la crescita del patrimonio industriale e delle professionalità esistenti. Per questa ragione chiediamo di inserire e individuare norme vincolanti per tutte quelle realtà che non si sono adoperate per l’applicazione di questo vincolo contrattuale, ovvero le 24 ore di formazione obbligatorie per tutti. 
g) occorre poi pensare a nuovi regimi di orari legati alle nuove forme di lavoro introdotte dal continuo sviluppo tecnologico e industria 4.0 (lavoro agile, telelavoro…); 
h) in ultimo, ma di fondamentale importanza, il tema della salute e sicurezza. Bisogna individuare tutti gli strumenti in grado di affrontare questo tema così delicato: formazione, comitati paritetici, coinvolgimento delle istituzioni, organi ispettivi, valorizzazione del ruolo degli Rls con l’obiettivo di sensibilizzare e promuovere la cultura della sicurezza. 

L’Assemblea da mandato alla Segreteria nazionale di presentare l’ipotesi di piattaforma a Fim e Fiom e avviare l’iter necessario per poter arrivare a una condivisione di piattaforma unitaria da sottoporre alla consultazione democratica dei lavoratori, entro luglio. 

Roma, 27 giugno 2019 
Approvato all’unanimità

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