<<Fino all’autunno i contratti di solidarieta’, poi le assunzioni>>


Fca Piedimonte / Il segretario provinciale Uilm Giangrande: <<I giovani si

preparino: c’è bisogno di competenze nella fabbrica che ha cambiato volto>>


Al segretario provinciale della Uilm, Francesco Giangrande, abbiamo chiesto cosa pensa delle tremila assunzioni - da oggi al 2018- annunciate per il sito di Piedimonte dal premier Renzi e confermate dall’Ad Fca Marchionne.

<<Premetto che di occupazione aggiuntiva ce ne sarà sul territorio, e mi riferisco non solo ad Fca ma anche all’indotto di primo livello ed ai subfornitori. Il numero evidenziato dal Presidente del Consiglio potrà avere un solo “bollo” che è quello del mercato. Non credo che entro il 2018 lo stabilimento possa addirittura raddoppiare. Ma penso che possa esserci sviluppo occupazionale: questo è un fatto già reale e concreto. Ribadisco: non credo che entro il 2018 ci saranno tremila assunzioni perché, a quella data, sicuramente non ci saranno ancora le condizioni produttive dettate dal mercato per la Giulia ed il Suv che sopraggiungerà in termini produttivi a fine anno, inizio 2017. D’altra parte Giulietta non morirà produttivamente a dicembre 2017 ma avrà, comunque, anche nel 2018 un numero di vetture vendute e volumi produttivi significativi. Una situazione che non permetterà di iniziare a sviluppare turnistiche che possano prevedere anche una terza e, soprattutto, una quarta squadra. Ma la speranza è che l’intero piano industriale possa procedere con un ulteriore nuovo modello a marchio Alfa per Piedimonte e, quindi, con occupazione aggiuntiva>>.

Gli annunci hanno comunque accesso le speranze di tanti giovani in un territorio come il nostro che torna a vedere nella Fiat l’unica risposta concreta contro il declino: quali suggerimenti dà a questi ragazzi?

<<Innanzitutto di prepararsi a frequentare istituti idonei e corsi professionali attinenti al mondo dell’automotive. La fabbrica è profondamente cambiata ed avanzata tecnologicamente. Questo permetterà a molti, ovviamente non a tutti , l’ingresso nel mondo del lavoro. Del resto in provincia le assunzioni non sono solo sono una prerogativa di Fca e dell’indotto ma anche di altri gruppi e di altre aziende>>.

A chi si riferisce?

<< Ad esempio ad Abb Sace che dà altrettante certezze occupazionali, al Gruppo Agusta-Westland ed a qualche altra azienda che in questa maledetta crisi ha mantenuto ed ha investito conservando livelli occupazionali e anche aumentandoli. Certo, il Cassinate, per effetto della Fiat in questi ultimi 7/8 anni è sopravvissuto, nonostante le grandi difficoltà. Il nord della provincia ha invece dovuto affrontare problematiche più dure con cessazione di attività ed aumento della disoccupazione. Nel complesso è una provincia messa alla corda se non si attiva per mettere a punto una strategia che possa programmare una ripresa sia pure progressiva e non immediata. Per andare al recupero almeno di una parte di quell’occupazione che fino ad oggi si è persa. Quindi il mio appello è alle forze politiche, a coloro che rappresentano le istituzioni di questa provincia affinchè possano congiuntamente chi rappresenta le imprese ed i lavoratori, affrontare l’emergenza in atto. Ma ad oggi ci sono i proclami, promesse di interventi e niente di concreto si stia realizzando>>

Torniamo per una attimo alle assunzioni: non c’è necessità di, maggiore trasparenza, anche se si tratta di aziende private, e di un percorso chiaro per tutti i disoccupati sulle possibilità di accesso ai posti?

<< Ad oggi alcune aziende, a partire da Fca e indotto, hanno aperto delle selezioni che dovranno necessariamente dare dei risultati. Fiat nei precedenti 30 ingressi con contratto di apprendistato, ha preso in esame valutazioni alte da 90 a 100/100 ed ha sviluppato una selezione pari a circa 200 unità. Questo non significa che gli esclusi non hanno possibilità di accesso ma che in quel momento serviva un ruolo ben specifico nel sito produttivo. Del resto Fca ha effettuato un investimento tecnologico che avrà superato i 2 miliardi di euro: la tiberina, azienda dell’ indotto, si avvia ad investire dai 60 ai 65 milioni di euro: quindi è evidente che parliamo di cambiamenti radicali. Di spazio occupazionale lungo il percorso della ristrutturazione produttiva ce ne sarà in maniera graduale. Quindi ai giovani disoccupati va trasmessa non la tranquillità infinita ma il messaggio che il lavoro ci sarà e che loro devono prepararsi>>



Collegamenti

intervista_giangrande_2.pdf

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